Il 12 e 13 giugno ci sono i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. L'altra sera se ne è parlato all'incontro indetto dal comitato spontaneo del Fortore per la promozione del referendum. Al palacrock ci sono stati contributi filmati e interventi di cittadini, amministratori e rappresentanti di associazioni.
Non c'era molta gente ma chi ha scelto di esserci lo ha fatto partecipando ad un dibattito vivace, soprattutto per lo scambio di opinioni a proposito di acqua e nucleare e, nonostante qualche voce dissenziente, il messaggio degli organizzatori e di chi ha preso la parola è stato chiaro: andare a votare perchè il referendum, consentendo ai cittadini di esprimersi senza il tramite dei suoi rappresentanti, è il più importante istituto di democrazia che la Costituzione ci ha dato. E poi, scegliere di votare sì per i quattro quesiti: due sull'acqua pubblica, il terzo perchè non si costruiscano centrali nucleari in Italia e l'ultimo per l'abrogazione del legittimo impedimento.
Votare sì per lasciare che l'acqua non diventi un fatto privato. Il sostegno ai primi due quesiti referendari abrogativo è arrivato da alcuni degli amministratori e dei consiglieri sammarchesi.
Hanno spiegato le ragioni del loro sì al referendum pure Giovanni Ricciardi consigliere a San Bartolomeo in Galdo, Massimiliano De Cesaris (amministratore a San Giorgio La Molara) e Giuseppe Capuozzo (IdV): la privatizzazzione del servizio idrico si tradurrebbe inevitabilmente in bollette più care senza che questo sia collegato ad una logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Poi si è passati all'altro tema, perchè votare sì al terzo referendum e chiudere una volta per tutte la vicenda del ritorno al nucleare.
Lunga la lista dei motivi elencati: troppi i costi da affrontare, gli anni necessari per costruire le centrali e poi i pericoli che arrivano dalle scorie o da eventuali fenomeni catastrofici, eppure né Cernobyl né Fukushima bastano come deterrente ai corifei del nucleare (ce ne era qualcuno pure all'incontro di San Marco).
È vero, le rinnovabili da sole non bastano a garantire la piena autonomia energetica al paese ma Pierfranco Borrillo (uno degli organizzatori del convegno) ha ricordato che l'importante non è solo produrre energia ma pure risparmiarla. Investire a tamburo battente su rinnovabili e risparmio energetico, incentivando, per esempio, i cittadini ad adeguare le proprie case a certi standard è ciò che serve all'Italia, così come un piano energetico a lunga scadenza, per raggiungere indipendenza e ridurre al minimo le emissioni inquinanti. Se il nucleare si potesse inserire in questo mosaico di iniziative garantendo però ai cittadini, non solo il ritorno in materia energetica, ma anche garanzie sul piano della sicurezza, allora che ben venga. Bisogna, però, fare una scelta onesta, lo devono fare tutti quelli che il 12 e il 13 andranno a votare. E nessuno se lo è nascosto l'altra sera: un conto è costruire, gestire e controllare impianti nucleari in un paese efficiente, un conto è farlo in un paese che non sempre brilla su questo fronte. Un conto è volere la centrale, un altro è volerla solo a casa d’altri. Quindi sì al quesito, se non si vuole il ritorno al nucleare.
Nella parte finale del convegno si è parlato della legge sul legittimo impedimento, oggetto del quarto quesito referendario, per il quale i promotori dell'incontro hanno invocato un sì altrettanto importante, perchè serve a ribadire che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e che è diritto di tutti sapere se il Presidente del Consiglio e i Ministri siano innocenti o meno, senza dover attendere che i processi riprendano al termine della protezione fornita dalla legge in questione.
C'è ancora tempo per convincere i cittadini a non disertare le urne, la mobilitazione serve e come. Perchè si raggiunga il quorum e vinca il sì.
Domenica prossima tocca all'incontro curato dall'associazione di Molinara Crossroads. L'appuntamento è per le 19 di domenica 5 giugno a Palazzo Ionni.
Domenica, la canonica di San Marco dei Cavoti ha riaperto ai ragazzi del paese.
In circa settanta hanno raccolto l'invito del parroco, don Francesco Melito, da poco alla guida della comunità, per trascorrere tutto il pomeriggio insieme nella struttura di via Ariella, dopo avere assistito, in mattinata, alla celebrazione della messa e alla benedizione delle palme. Il programma della giornata prevedeva un'uscita fuori porta, ma poi le condizioni meteo hanno consigliato di desistere dalla scampagnata e di restare in paese.
Tra gli altri appuntamenti il parroco prosegue gli incontri che mensilmente tiene con i ragazzi degli istituti superiori sammarchesi: un'ora che dedica a ciascuna delle classi per discutere - ci ha detto - di fede e soprattutto delle "ragioni della fede".
Sono in corso intanto gli incontri di preparazione alla cresima, il corso prematrimoniale e quello di catechismo per i ragazzi che a giugno e ad agosto riceveranno la prima comunione.
Domenica è Pasqua, il parroco ha già visitato alcune delle famiglie che vivono in campagna per dare loro la benedizione, il giro delle case riprenderà, però, solo dopo il 24, l'interruzione è necessaria per celebrare al meglio la settimana santa.
In agenda gli appuntamenti continuano con il mese di maggio. Il 30 aprile, durante la celebrazione della messa serale, don Francesco benedirà alcune statutette mariane destinate ad essere ospitate nelle case del paese. Le statuette, che saranno distribuite ciascuna ad una contrada, faranno poi il giro delle case, affinchè i fedeli, in occasione del mese di maggio, possano ritrovarsi, ogni sera, in una casa diversa per la celebrazione del rosario.
Per le iniziative del periodo estivo non c'è ancora nulla di fissato ma i locali dell'oratorio potrebbero riaprirsi anche per i più piccoli. Almeno d'estate, stop a playstation e wii. I maschietti potrebbero perfino rispolverare il piacere di un classico biliardino, purchè - ha precisato don Francesco - in oratorio ci sia una presenza costante che vigili sui giochi e le attività dei bambini.
Fine settimana innevato, niente paura, all'occorrenza pure la neve può diventare un insperato diversivo per passare un piacevole sabato sera